Bollettino della crisi
L’Italia ci guadagnerebbe uscendo dall’euro (non lo dice il Cav). Bloomberg ha pubblicato una simulazione di che cosa accadrebbe se alcuni paesi lasciassero l'euro. L'Italia è il paese che ha migliori chance di guadagnarci, mentre la Germania quelle di perderci (i dettagli nella lettera dell’economista Paolo Savona a pagina quattro).
14 AGO 20

L’Italia ci guadagnerebbe uscendo dall’euro (non lo dice il Cav). Bloomberg ha pubblicato una simulazione di che cosa accadrebbe se alcuni paesi lasciassero l'euro. L'Italia è il paese che ha migliori chance di guadagnarci, mentre la Germania quelle di perderci (i dettagli nella lettera dell’economista Paolo Savona a pagina quattro).
Ue, governo, imprese e magistrati scorticano Moody’s. L’agenzia di rating ha declassato il debito sovrano italiano di due gradini, da A3 a Baa2. Appena due livelli sopra il livello junk, quello cioè dei titoli “spazzatura”. E’ la seconda bocciatura in cinque mesi, dopo il taglio del rating a febbraio (che ha coinvolto, insieme all’Italia, anche Spagna e Grecia). Il motivo del downgrade? Rischio contagio da Grecia e Spagna, deterioramento delle prospettive economiche, possibili instabilità politiche in vista delle prossime elezioni. “Siamo virtuosi, invece di premiarci ci puniscono”, è stata la reazione del premier Mario Monti. “Giudizio del tutto ingiustificato e fuorviante”, secondo il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera. “Penso che ci si possa legittimamente porre delle domande sull’appropriatezza della tempistica di questo declassamento – ha detto il portavoce della Commissione Ue, Simon O’Connor – e non è la prima volta che si pone questa questione”. “Italia solida, il giudizio di Moody’s è ingiustificato”, hanno dichiarato all’unisono le associazioni che rappresentano le imprese, le banche e le assicurazioni. Infine la procura di Trani ieri ha chiuso l’indagine su Moody’s per manipolazione di mercato. Due gli indagati del vertice dell’agenzia di valutazione.
Piazza Affari e l’asta dei buoni del Tesoro snobbano i mr. Rating. Il downgrade di Moody’s ha avuto più impatto sull’obbligazionario che sull’azionario con lo spread Btp/Bund che ha chiuso a 480 punti. Il differenziale di rendimento tra il Btp decennale e l’analogo Bund tedesco è salito nel caso del tasso sul decennale a 6,06 per cento. Milano, come le altre piazze borsistiche europee, dopo una fase di indecisione, ha preso spunto dall’avvio in forte rialzo di Wall Street per lasciarsi trainare, chiudendo con un più 0,96 per cento. Nonostante la bocciatura di Moody’s, il Tesoro ha collocato Btp triennali per 3,5 miliardi a un tasso del 4,65 per cento, il più basso da maggio, in calo rispetto al 5,30 per cento della precedente asta.
La Cina si sta (forse) infiacchendo. Il prodotto interno lordo della Cina ha registrato una crescita del 7,6 per cento nel secondo trimestre, in netta frenata rispetto al più 8,1 per cento del primo trimestre. Si tratta del tasso di crescita più basso degli ultimi tre anni. Ad annunciarlo ieri è stato il governo cinese.
Ue, governo, imprese e magistrati scorticano Moody’s. L’agenzia di rating ha declassato il debito sovrano italiano di due gradini, da A3 a Baa2. Appena due livelli sopra il livello junk, quello cioè dei titoli “spazzatura”. E’ la seconda bocciatura in cinque mesi, dopo il taglio del rating a febbraio (che ha coinvolto, insieme all’Italia, anche Spagna e Grecia). Il motivo del downgrade? Rischio contagio da Grecia e Spagna, deterioramento delle prospettive economiche, possibili instabilità politiche in vista delle prossime elezioni. “Siamo virtuosi, invece di premiarci ci puniscono”, è stata la reazione del premier Mario Monti. “Giudizio del tutto ingiustificato e fuorviante”, secondo il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera. “Penso che ci si possa legittimamente porre delle domande sull’appropriatezza della tempistica di questo declassamento – ha detto il portavoce della Commissione Ue, Simon O’Connor – e non è la prima volta che si pone questa questione”. “Italia solida, il giudizio di Moody’s è ingiustificato”, hanno dichiarato all’unisono le associazioni che rappresentano le imprese, le banche e le assicurazioni. Infine la procura di Trani ieri ha chiuso l’indagine su Moody’s per manipolazione di mercato. Due gli indagati del vertice dell’agenzia di valutazione.
Piazza Affari e l’asta dei buoni del Tesoro snobbano i mr. Rating. Il downgrade di Moody’s ha avuto più impatto sull’obbligazionario che sull’azionario con lo spread Btp/Bund che ha chiuso a 480 punti. Il differenziale di rendimento tra il Btp decennale e l’analogo Bund tedesco è salito nel caso del tasso sul decennale a 6,06 per cento. Milano, come le altre piazze borsistiche europee, dopo una fase di indecisione, ha preso spunto dall’avvio in forte rialzo di Wall Street per lasciarsi trainare, chiudendo con un più 0,96 per cento. Nonostante la bocciatura di Moody’s, il Tesoro ha collocato Btp triennali per 3,5 miliardi a un tasso del 4,65 per cento, il più basso da maggio, in calo rispetto al 5,30 per cento della precedente asta.
La Cina si sta (forse) infiacchendo. Il prodotto interno lordo della Cina ha registrato una crescita del 7,6 per cento nel secondo trimestre, in netta frenata rispetto al più 8,1 per cento del primo trimestre. Si tratta del tasso di crescita più basso degli ultimi tre anni. Ad annunciarlo ieri è stato il governo cinese.
*Dall’ultimo focus del servizio studi di Bnl si rileva la picchiata dell’export italiano. A perdere peso negli ultimi venti anni tra i principali clienti dell’export del nostro paese è stata soprattutto la Germania: nel 1991 le vendite di merci italiane nel paese coprivano circa il 21 per cento dell’export complessivo, mentre oggi non superano di molto il 13 per cento. Il calo è maturato soprattutto nel tessile, che nell’arco di venti anni ha perso 17,6 punti percentuali.